Biglietto non autorizzato a viaggiare

29 maggio 2009

A volte penso che la realtà supera (di molto) la fantasia, spesso mi consolo pensando: è colpa del caldo, sono quasi in quei giorni, le cavallette…


Essere quasi in quei giorni, ultimamente, è peggio che esserci, in quei giorni, nonostante legga costantemente le perle di saggezza contenute negli involucri di certi oggetti indispensabili, in quei giorni.
Ieri mattina mia sorella e io ci incontriamo alla stazione delle Ferrovie Nord a Tradate, destinazione Varese.
Stazione ore 9.00, semi deserta.
Biglietteria deserta.
– Due biglietti andata e ritorno per Varese.
Inizio nota:
da un po’ di tempo, per le nord, un biglietto andata e ritorno equivale, fisicamente, a due biglietti di andata, solo perché si sono accorti che hanno difficoltà a maneggiare un unico biglietto con le macchinette automatiche per la timbratura (altro che biglietto troppo lungo! Alle nord, se lo sognano). Giusto per non sprecare carta, no?
Fine nota.
Bigliettaia (forse anche lei quasi in quei giorni, ma il perché di questa affermazione ti verrà svelato solo alla fine) fa biglietti, dice prezzo, noi paghiamo, timbriamo i due biglietti dell’andata, e via sul binario.
Treno in orario.
Abbastanza vuoto.
Il treno parte.
Arriva quasi subito il controllore. Uno gentile, che sorride, almeno, probabilmente è a inizio turno, ma ora ho i miei dubbi che anche lui si sia trovato nella cerchia degli sfigati quasi in quei giorni, forse la fidanzata, forse la moglie, la sorella, non lo so.
Varese.
Si gira, si chiacchiera, si gira, si compra qualche libro e poi si ritorna alla stazione.
Macchinetta per timbrare.
Infilo biglietto e con una sicurezza che può spaventare e mi viene risputato indietro, senza essere timbrato, con una scritta inquietante, biglietto non autorizzato a viaggiare, accompagnata da una lucina rossa e un suono tipo astronave Enterprise che entra in allarme rosso.
Uhm, io e mia sorella ci guardiamo. Forse è un caso, un attimo di defaillance dovuto dal caldo, forse.
Inseriamo l’altro biglietto. Stessa cosa, suono compreso. Mi aspetto di vedere arrivare Spock da un momento all’altro (allucinazione da quasi in quei giorni).
Cambiamo macchinetta ma la scena non cambia.
Accidenti, si sono rotte le macchinette? La teoria va a farsi benedire quando una signora passa il suo biglietto e la macchinetta glielo timbra. Lucina verde, suono gentile e per nulla sinistro, quasi rilassante, sta dicendo: bravo, utente, hai fatto il tuo dovere e ora puoi prendere il treno senza rischiare la multa.
Uffa.
Riproviamo.
Stessa solfa.
Sono quasi dell’idea di scrivere ora e data sul biglietto (come ci disse una volta un bigliettaio quando trovammo le macchinette fuori servizio, capita), ma il fatto che altre persone riescano a timbrare i loro biglietti e noi no…
Abbiamo tempo, prima che arrivi il treno, quindi, con passo deciso, ci fiondiamo in biglietteria. Non c’è nessuno e spieghiamo la situazione al bigliettaio, il quale prende i nostri biglietti, li guarda, poi guarda noi in modo strano e domanda:
– Dove dovete andare?
E mia sorella, guardandolo anche lei un po’ strano, risponde: – A Tradate.
E gli racconta che è da lì che proveniamo, che all’andata non abbiamo avuto problemi, bla, bla, bla…
Il tipo ci guarda, impietosito stavolta, e se ne esce con una frase che stronca sia me che mia sorella.
– È normale che la macchinetta non voglia timbrarvi i biglietti. Questi sono due biglietti per Milano.
– No – gracchiamo entrambe. – Per Varese. Abbiamo fatto andata e ritorno!
Mi sono sentita un po’ bimbaminkia finché non ho guardato (per la prima volta!) il biglietto.
Tradate-Milano.
Uh!
Ci credo che la macchinetta non lo riconosceva. E così abbiamo fatto la figura delle sceme, pagato di più perché per Milano costa di più, dovuto rifare i biglietti Varese-Tradate; in compenso ora abbiamo due biglietti già pronti per Milano. La mia domanda è: passi l’errore (voluto o no non ci è dato da sapere) della bigliettaia a Tradate, passi il nostro grave errore di esserci fidate senza degnare di uno sguardo i biglietti. Ma il controllore, che cosa ha controllato? Esiste un quasi in quei giorni anche per i maschi? Comincio a esserne sempre più convinta.

Tagged .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.