Gita al Castello di Pierrefonds

Una sera, erano i primi di marzo del 2016, mentre guardavo un episodio della serie Tv della BBC Merlin, Mauri alzò lo sguardo dal suo tablet e chiese:
– Bello quel castello.
E io: – Si trova vicino Parigi. Sai chi lo ha ricostruito?
– No.
– L’architetto che ha rifatto Carcassonne.
Da molto tempo avevo messo nei miei sogni nel cassetto di andare al castello di Pierrefonds.

Due settimane dopo, mentre cominciavamo a delineare il planning per la vacanza a giugno, l’argomento tornò a galla.
– Potrebbe essere la prima tappa – disse Mauri.
Mi si illuminarono gli occhi, allora il castello non aveva colpito solo me. Stavamo organizzando un viaggio importante, si andava a festeggiare il venticinquesimo anniversario del nostro matrimonio, con alcune tappe che furono importanti per noi durante il viaggio di nozze: la 24 ore di Le Mans e Parigi.

Fino a quel momento non avevamo altro che: treno fino a Parigi (che esperienza! Prima o poi la dovrò raccontare), noleggio auto all’aeroporto CdG (Charles de Gaulle), la prenotazione di un appartamento vicino a Le Mans e quello di Parigi. Tutto il resto era in alto mare, ma proprio con l’aggiunta della tappa per il castello di Pierrefonds tutti i tasselli del viaggio cominciarono a combaciare come elementi di un puzzle.

il castello visto dal parcheggio

il castello visto dal parcheggio

Mauri poi mi ha confessato che all’inizio, dalle poche notizie che aveva reperito e dalla visione del telefilm, non si aspettava di trovare questa meraviglia. Appare in tutta la sua maestosità già dal parcheggio e la salita che ti porta a piedi al ponte di entrata ti immerge subito in un altro tempo, fatto di avventure e cavalieri.
L’unica pecca è stata la giornata nuvolosa, a tratti piovosa, ma poco importa.
Fu costruito vicino a Compiègne alla fine del quattordicesimo secolo dal Duca Luigi d’Orléans, il secondogenito di Carlo V; il castello di Pierrefonds serviva per sorvegliare gli scambi tra le Fiandre e la Borgogna, feudi dei duchi di Borgogna, rivali degli Orléans.

O che bel castello

O che bel castello

Nel 1616 Luigi XIII lancia un assedio al castello di Pierrefonds, venne occupato prima e successivamente smantellato diventando un ammasso di rovine. Nel 1810 Napoleone I acquista questo rudere.

Nel XIX secolo l’interesse crescente per le vestigia romantiche porta Napoleone III a voler trasformare Pierrefonds in residenza occasionale prima e poi in museo aperto al pubblico.

turista al castello di Pierrefonds

turista al castello di Pierrefonds

Nel 1857 ne affida il restauro all’architetto Viollet-le-Duc. Questo architetto, molto famoso all’epoca, aveva una particolare visione di come doveva essere un castello nel Medio Evo e i particolari devono aver affascinato anche i produttori della BBC per avervi girato ben cinque stagioni di una serie televisiva. Dopo la sua morte, nel 1879, il genero Ourandou ne prosegue l’opera fino al decesso nel 1884.

Alcune opere della Collezione Monduit sono esposte al primo piano del castello. Stimolate dagli architetti, le botteghe Monduit seppero rinnovare la tecnica della lavorazione del piombo. I maggiori architetti e scultori affidarono alle botteghe Monduit il restauro o la creazione di opere quali la guglia di Notre-Dame-de-Paris o la statua della Libertà di New York, nonché le opere di copertura del castello di Pierrefonds. Le opere sono esposte a Pierrefonds grazie alla donazione della signora Pasquier-Monduit. I pezzi presentati non sono copie ma veri e propri doppioni realizzati nelle botteghe Monduit contemporaneamente agli originali, per essere presentati al pubblico durante le esposizioni universali.

castello di Pierrefonds

castello di Pierrefonds

Le parti del castello più affascinanti, per noi, sono: il cortile d’onore, ispirato allo stile rinascimentale; la torre Alexandre o torre della tortura, che riprende l’architettura del XIV secolo con i suoi muri grezzi; la sala delle eroine, ex sala di giustizia, che incarna i fasti del Secondo Impero, ornata con statue dell’imperatrice Eugenia e delle sue dame di compagnia raffigurate sotto le sembianze delle Eroine (della cavalleria romanda, le quali come i cavalieri, esaltano l’ideale cavalleresco); la scala a doppia rivoluzione con due rampe che non si incrociano, in stile rinascimentale; e infine le bal des gisants,il ballo dei giacenti, di Skertzò (2006): giacenti e oranti delle collezioni di gessi provenienti dalle Gallerie storiche di Versailles di re Luigi Filippo, presentati in una suggestiva messinscena di luci e suoni.

La visita è durata tutta la mattina, purtroppo per arrivare al castello di Pierrefonds è necessaria l’automobile (o prendere un taxi da Compiègne), i bus sono pochi e con poche corse.

turista al castello di Pierrefonds

turista al castello di Pierrefonds

Però se ti trovi nell’Oise, ti consiglio di fare un salto per visitare questo castello. In auto attraverserai la foresta di Compiègne, dove molti re di Francia amavano venire a cacciare. A Pierrefonds, per rifocillarti, c’è una creperie dove si mangia bene e servono birre artigianali a tema Merlino.

Creperie le Triskell

Creperie le Triskell

Speriamo di tornarci in una bella giornata di sole, per poterci godere appieno sia la vista dal castello che il suo parco.

le birre artigianali

le birre artigianali

“In a land of myth, and a time of magic… the destiny of a great kingdom rests on the shoulders of a young boy. His name… Merlin.” – The Great Dragon (voce originale di John Hurt)

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