In treno da Edimburgo a Londra

26 giugno 2017

Stamattina la corsa fino in stazione è stata in taxi; il treno della Virgin per Londra è partito alle 10, in perfetto orario. Mauri farà un po’ di foto dal treno che attraverserà l’Inghilterra per arrivare alla stazione londinese di King’s Cross alle tre del pomeriggio.

È difficile scrivere mentre il treno sfreccia a 200 chilometri all’ora, ma ci si prova.

Le sensazioni su Edimburgo sono sempre favorevoli, anche se la prima visita risale a più di vent’anni fa. La città è cambiata in meglio: i servizi pubblici sono fantastici, soprattutto la rete è molto ben segnalata con le apps per telefono, preziose per noi turisti. Le corse di ogni singola linea, di giorno, sono molte e si trova spesso posto a sedere sui bus, anche nelle loro ore di punta. Ci è piaciuta la novità del tram (come quello di Le Mans) che porta fino all’aeroporto dal centro della città. Se non fosse per la mostra dei Pink Floyd a Londra che vogliamo assolutamente vedere, saremmo rimasti a Edimburgo qualche giorno in più perché non abbiamo visto tutto quello che c’è da vedere. Ma ora, con il collegamento diretto con Malpensa,  penso che ci torneremo appena potremo.

Non è la prima volta che viaggiamo da Edimburgo a Londra in treno e la nostalgia ci assale quando arriviamo alla stazione di York: a parte i bei ricordi a essa collegata, York è un’altra di quelle città che ci piacerebbe rivedere e che consigliamo sempre a chi viene nel Regno Unito.

 

Arriviamo a Londra in orario e Mauri pensa di fare immediatamente le oyster card, visto che alla stazione della metropolitana accanto a King’s Cross, St. Pancras, c’è il visitor centre, ideale per le oyster card e per ricaricarle: in pratica dici all’operatore (sempre gentili con i turisti) quanti giorni intendi restare a Londra e pensa lui a consigliarti di quanto ricaricare la tessera. Il sistema lo devo capire ancora adesso, però abbiamo sempre viaggiato con la oyster, persino il viaggio di ritorno a Gatwick, da Victoria Station, è stato fatto usufruendo della oyster, è bastato alla stazione recarsi al visitor centre e dirgli di attivare la oyster fino a Gatwick pagando sei pounds invece dei venti del gatwick express (altro treno, stesso tempo e stesse fermate, 14 pounds in meno e con la oyster card).

 

L’albergo che abbiamo scelto si trova in zona Earl’s Court, è abbastanza moderno, si paga appena arrivi. La colazione è di tipo continentale e un po’ scarna, ma a noi va bene così. Il bagno è grande e decente, c’è l’ascensore; l’addetto alla reception (sempre aperta) è gentile e la wi-fi funziona alla perfezione.

London

London

Qui a Londra fa più caldo, rispetto a Edimburgo, ma il clima è altrettanto mutevole, specie da zona a zona. Vestirsi a strati è d’obbligo e visto il nostro odio profondo verso gli ombrelli, cappellino e giacca a vento nello zaino si rivelano fondamentali. Abbiamo deciso di viaggiare in autobus, anche perché con il traffico che c’è si cammina a passo d’uomo ed è un modo per osservare una metropoli e scoprire cose nuove di una città che non vediamo da tempo.

Così prendiamo il 74 che ha la fermata davanti all’hotel e ci facciamo portare fino al capolinea, a Baker Street. Arriviamo che i negozi sono chiusi o stanno chiudendo ma respiriamo aria di Londra, quella che piace a noi, dove potresti andare in giro con le antenne sulla testa e nessuno si scandalizzerebbe.

London

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Queste belle sensazioni ci fanno presto dimenticare la nostalgia di Edimburgo: per i prossimi tre giorni ci immergeremo nella Londra per turisti.

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