Tornare in Scozia dopo vent’anni

Edimburgo, 19 giugno 2017

Stamane, o per meglio dire  ieri notte, la sveglia ha suonato alle 3.30.
3.30? Eh, sì, alle 7.30 partiva il nostro aereo per Edimburgo. Da Malpensa. E per andare da casa nostra all’aeroporto ci vogliono almeno quaranta minuti.

Alle 5, puntuali, consegnamo l’auto nel parcheggio. Beh, dai, due ore per terminare il check-in, un tempo più che sufficiente, no? Mancupucazz! Ancora un po’ e restiamo a terra. Prima l’imbottigliamento alla consegna dei bagagli, poi la coda ai controlli (una fila rigorosamente all’italiana, s’intende!) e infine lunga coda all’imbarco e controllo passaporti. Noi eravamo in coda e sentiamo annunciare i nostri nomi. Cioè… ma porc!!! Per poi attendere dieci minuti buoni sopra al bus che ti deposita accanto all’aereo. Cominciamo bene!

Invece no: aereo puntuale come un orologio svizzero; e a Edimburgo un ritiro bagagli più controllo passaporti da record! Nonostante le tante persone, tante quanto a Malpensa (ora che ci sono anche voli dall’America, qui a Edimburgo l’aeroporto è molto affollato). 

Aeroporto di Edimburgo – Malpensa 1 a 0. Palla al centro.

Consigliati dalla ragazza di Visit Scotland abbiamo preso un taxi per arrivare alla Guest House dove alloggeremo fino a lunedì (e qui costano poco come vent’anni fa). La zona si trova fuori dal centro, in Ferry Road, quasi a Leith.

Essendo molto presto, forse troppo, abbiamo chiesto al proprietario della Guest House se potevamo lasciare i bagagli, saremmo tornati dopo pranzo. Il tipo, gentilissimo, ci ha anche dato due dritte sui mezzi pubblici. È la seconda volta nella nostra vita che veniamo a Edimburgo, ma vent’anni fa i mezzi pubblici erano molto diversi. La stanza non era ancora pronta, così non ci siamo potuti cambiare e a me premeva togliermi gli scarponcini, perché non mi aspettavo di certo di trovare un caldo così! Poi quando mi vengono queste idee, come quella di farla a piedi fino in centro… la prossima volta, Ci, stai zitta! Tutto in salita! Scherzo, ovviamente, nonostante il caldo, la levataccia e gli scarponcini da montagna che sarebbero da cacciare via, sto benissimo!

D’altronde in questa città ho lasciato il cuore vent’anni fa, e lo devo ancora ritrovare.

Dancing Queen

Dancing Queen

Arrivati quasi a George Street ci imbattiamo per caso nella biglietteria del Lothian Bus. Bene, vogliamo fare la tessera. Mauri si prodiga in un inglese da fare invidia a John Peter Sloane; un impiegato ci spiega la trafila e ci consegna delle schede con le generalità da completare, noi tentiamo di capire che città dobbiamo inserire, visto che siamo foresti, ma il tipo dice che non importa. L’importante sono il cognome e il nome. Poi ci faranno un foto per completare il tutto.

L’impiegato, gentilissimo, mi fa mettere in posizione per la foto. Una ragazza, invece, sta seguendo la pratica di Mauri e quando tocca a lui per la foto, per un attimo, io e lui ci guardiamo interdetti. Lo ha chiamato Maurizio, in un italiano perfetto. Maurizio, per uno straniero, è uno dei nomi più difficili da pronunciare che conosciamo. La ragazza ci sorride e si mette a parlare in italiano… è proprio italiana. Belìn! Non ce lo poteva dire prima? Ci ha fatto un scherso! Abbiamo riso con lei che ci raccontava come si divertisse a fare questi scherzetti ai suoi connazionali italiani, in fondo siamo d’accordo con lei, spiegandoci poi tutto su questa tessera fin nei minimi particolari. È nostra, essendoci anche la foto digitale non ha senso rubarla e si può ricaricare in qualsiasi momento, oltre a poterla usare sia in bus che in tram, anche per andare all’aeroporto. Molto meglio della oyster londinese!

Con i piedi che cominciano a ululare e un borbottìo nello stomaco cerchiamo uno Starbucks (n.b.: usare l’app Forsquare in questi casi aiuta molto… santa tecnologia!)

Insalatona, teavana mojito addicted, muffins e un caffè al caramello buonissimo. Eccoci rifocillati.

Starbucks

Starbucks

Torniamo in albergo, svuotiamo le valigie, doccia, finalmente i sandali! e via di nuovo in centro (stavolta in autobus).

Già da casa avevamo adocchiato un tour operator che fa escursioni anche di un giorno qui a Edimburgo: ce ne sono tanti ma questo effettua le gite con spiegazioni in lingua italiana e spagnola. Visto che lo scorso anno ci siamo trovati benissimo con un tour organizzato alla reggia di Versailles, abbiamo pensato di riprovarci anche quest’anno qui a Edimburgo con un tour operator simile.

Scozia Tour è situato in una traversa del Royal Mile, mercoledì sera vi sapremo dire se ne vale la pena, però noi siamo fiduciosi! Dato che anche stavolta abbiamo fatto la tessera dell’ Historic Enviroment of Scotland, nel tour che abbiamo scelto c’è la visita al castello di Stirling, che è compreso nella tessera. Domani, invece, visiteremo il castello di Edimburgo; la tessera vale tre giorni su cinque, poi vedremo come sfruttarla al meglio.

Abbiamo girovagato un po’ in centro, rivisto volentieri la cattedrale di St. Giles e poi cenato al Cafè Andaluz. Visti i miei problemi noti con i cibi piccanti, a casa ho stilato un elenco di tapas bar e ristoranti di Edimburgo e ce ne sono tanti! Mangiato benissimo, unica nota negativa… ma possibile che tutte le volte becchiamo un tavolino che balla? Mauri ha deciso di munirsi di zeppa di legno da portarsi sempre dietro! Ecchecavolo!

Per oggi basta, è giunta l’ora di gettarsi tra le braccia di morfeo!

PS: alla famiglia di scrondi italiani che sta facendo casino alle undici di sera passate: siete proprio italioti maleducati, i piccoli specialmente!

 

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