Contea di Mayo, contea di Galway

Viaggio in Irlanda, luglio 2001 – giorno 3

Westport 17/07/01 – by Mauri
La mattinata inizia con la solita colazione globale totale a base di: corn flakes con il latte, uova con bacon, strane polpettine speziate, funghi, pomodorini. Poi caffè e fette di pane tostato con burro e marmellata. Fuori, però, piove perciò non abbiamo scelta: perlustreremo palmo a palmo Westport iniziando, ovviamente, dall’ufficio del turismo dove, è impossibile resistere, iniziamo subito a comprare souvenirs per noi e gli amici.

Poi, girovagando a caso, troviamo una libreria e ci infiliamo dentro, anche perché piove di brutto, cercando un libro di Pete McCarthy, McCarthy Bar che è un divertente diario di viaggio di cui abbiamo letto bene su Meridiani. Io vedo un libro “fondamentale” sulle popolazioni precristiane d’Irlanda e lo compro, chissà quanto ci capirò; anche il disco di Christy Moore che Gian mi ha “commissionato”. Tra un negozio e l’altro ci fermiamo in un caffè dove mangiamo una cosa che ci sembra un “muffin” invece è un mattonazzo mostruoso!
Nel pomeriggio, visto che ha smesso di piovere, decidiamo di perlustrare Achill Island. La più estesa isola dell’Irlanda unita alla “terraferma” da un ponte. Le distanze non sono eccessive ma le strade sono micidiali: strette, gibbose e trafficate (terribili i trattori ai 2 all’ora) e quindi il giro ci porta via tutto il pomeriggio.
La parte estrema dell’isola è il punto più spettacolare: la strada termina in una spiaggia circondata da monti non molto alti ma dall’aspetto decisamente alpino.

Irlanda

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All’orizzonte si stagliano una miriade di scogli e isolette battuti, naturalmente, da un vento incessante.
Torniamo a Wesport per cercare un ristorante che avevo trovato nelle mie ricerche in rete prima di partire. Non lo troviamo, perciò andiamo in un food-bar che si chiama “The Clock Tavern” dove mi butto senza esitare nel tradizionalissimo Irish Stew, bevendo, of course, una bella pinta di Guinness. Cinzia si delizia con un ottimo fish and chips che sembra apprezzare parecchio. Mentre ritorniamo al B&B troviamo il ristorante che cercavamo, domani sera ci andiamo!

Viaggio in Irlanda, luglio 2001 – giorno 4

Westport 18/07/01 – by Mauri
Oggi ci siamo diretti verso il Connemara, attraversando zone selvagge e desolate ma ricche di fascino. Abbiamo raggiunto e visitato Kylemore Abbey, tuttora convento e collegio delle suore benedettine. È molto bella, inserita in un ambiente spettacolare ed è visitabile, ma solo in parte.

Irlanda

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A fianco del parcheggio c’è il solito “visitor centre” pieno di inutili gadget ma anche maglioni veramente belli. Visitiamo le parti accessibili dell’abbazia e facciamo una camminata nel parco ai bordi del lago. A pochi chilometri da Kylemore Abbey si trova il Connemara National Park dove, tanto per cambiare, visitiamo il centro visite: bella esposizione, ricostruzione degli ambienti, della flora e fauna del parco. La giornata, nel frattempo, è diventata splendida e ne approfittiamo per fare una breve camminata per i sentieri del parco. Bastano poche centinaia di metri per godere di un bel panorama e scattare qualche foto. Dato che fa anche caldo ritornati al visitor centre ci sdraiamo su un bel prato per un po’ di relax e lettura.
Riprendiamo la strada per Wesport facendo però una deviazione per Roonagh Harbour, da dove parte il traghetto per Clare Island. Prendiamo il depliant e vediamo… se fosse bello domani si potrebbe fare.
Torniamo al B&B per una doccia e cambiarci e poi andiamo a mangiare al The Asgard. Io mi sparo un piattone di gamberoni e insalata e Cinzia un misto di pesce con salmone e un’ostrica, l’ostrica me la pappo io. Da bere non c’è neanche da chiederlo: Guinness. Dovrebbero anche fare musica dal vivo, però forse è ancora presto, aspettiamo un po’, ma poi, visto che siamo bolliti, ce ne andiamo a ninna.

Viaggio in Irlanda, luglio 2001 – giorno 5

Westport 19/07/01 – by Mauri
Piove, niente Clare Island. Decidiamo, su consiglio di Nicky, di visitare il sito Ceide Fields, a nord, anche se dobbiamo fare un po’ di strada in macchina.
Ceide Fields è una zona archeologica dove sono stati rinvenuti, sotto uno spesso strato di torba, muretti a secco costruiti da antiche popolazioni neolitiche che vivevano in piccole comunità molto ben organizzate coltivando la terra e allevando bestiame. Questi muretti, del tutto simili a quelli ancora oggi eretti in gran parte dell’Irlanda, dividevano gli appezzamenti di terreno necessari a ogni nucleo familiare della comunità.
Sono stati anche trovati tumuli sepolcrali che dimostrano una prima forma di culto dei defunti.
Il centro visitatori, quasi a picco sulla scogliera e dalla forma piramidale, è molto ben realizzato.
Un percorso, con guida in italiano da restituire alla cassa, ricostruisce gli ambienti e gli oggetti di uso quotidiano e al termine c’è il solito audiovisivo.Sulla strada del ritorno sostiamo a Ballina, non c’è niente di interessante però è carina, ci facciamo un giro e visitiamo il Tourist Office: per noi, quando lo troviamo aperto, è obbligatorio. Ripartiamo. Ci ricordiamo che all’andata abbiamo visto un cartello che indicava: Moyne Abbey. Quando lo ritroviamo, voltiamo a sinistra e percorriamo una strada molto stretta. Dopo circa 2 chilometri un altro cartello Moyne Abbey punta verso la campagna. A giudicare dalle due macchine parcheggiate sul ciglio della strada direi che ci siamo.
Infatti ad un certo punto l’abbazia appare a una distanza di 3-400 metri. Bisogna fare un pezzo a piedi passando attraverso una fattoria. Oltrepassiamo un cancello con scritto: “beware of bull!”. Non ci sentiamo per niente tranquilli, comunque in compagnia di una coppia di turisti tedeschi ci incamminiamo con passo deciso. Sembra tutto tranquillo, mucche e tori sono in un campo recintato, nel nostro ci sono “solo” dei simpatici vitellini che, a ogni modo, se restano dove sono è meglio! Finalmente arriviamo all’abbazia, è molto bella nella sua totale desolazione: c’è solo vento incessante… la perlustriamo un po’ e scattiamo qualche foto, tutto qui.
Ritorniamo al B&B, ci facciamo una doccia e poi andiamo a mangiare in un posto nuovo, il “The Sheebeen” dove mangiamo ancora dell’ottimo pesce e io mi bevo ben 2 pinte di Guinness aspettando che, come scritto sul cartello all’esterno, venga eseguita la “traditional music”. Aspettiamo fino alle dieci ma non compare nessuno, mi sa che il cartello era per far entrare i turisti illusi come me!
Quindi ce ne torniamo al B&B, che devo scrivere!
Nota di Cinzia: è come nel libro di McCarthy… la musica… illusioni da turisti… questi fanno sicuramente il karaoke con le canzoni degli Abba!

Irlanda

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