Viaggio in Irlanda, luglio 2001 – giorno 5

Giorno cinque

Westport 19/07/01 – by Mauri
Piove, niente Clare Island. Decidiamo, su consiglio di Nicky, di visitare il sito Ceide Fields, a nord, anche se dobbiamo fare un po’ di strada in macchina.
Ceide Fields è una zona archeologica dove sono stati rinvenuti, sotto uno spesso strato di torba, muretti a secco costruiti da antiche popolazioni neolitiche che vivevano in piccole comunità molto ben organizzate coltivando la terra e allevando bestiame. Questi muretti, del tutto simili a quelli ancora oggi eretti in gran parte dell’Irlanda, dividevano gli appezzamenti di terreno necessari a ogni nucleo familiare della comunità.
Sono stati anche trovati tumuli sepolcrali che dimostrano una prima forma di culto dei defunti.
Il centro visitatori, quasi a picco sulla scogliera e dalla forma piramidale, è molto ben realizzato.
Un percorso, con guida in italiano da restituire alla cassa, ricostruisce gli ambienti e gli oggetti di uso quotidiano e al termine c’è il solito audiovisivo.Sulla strada del ritorno sostiamo a Ballina, non c’è niente di interessante però è carina, ci facciamo un giro e visitiamo il Tourist Office: per noi, quando lo troviamo aperto, è obbligatorio. Ripartiamo. Ci ricordiamo che all’andata abbiamo visto un cartello che indicava: Moyne Abbey. Quando lo ritroviamo, voltiamo a sinistra e percorriamo una strada molto stretta. Dopo circa 2 chilometri un altro cartello Moyne Abbey punta verso la campagna. A giudicare dalle due macchine parcheggiate sul ciglio della strada direi che ci siamo.
Infatti ad un certo punto l’abbazia appare a una distanza di 3-400 metri. Bisogna fare un pezzo a piedi passando attraverso una fattoria. Oltrepassiamo un cancello con scritto: “beware of bull!”. Non ci sentiamo per niente tranquilli, comunque in compagnia di una coppia di turisti tedeschi ci incamminiamo con passo deciso. Sembra tutto tranquillo, mucche e tori sono in un campo recintato, nel nostro ci sono “solo” dei simpatici vitellini che, a ogni modo, se restano dove sono è meglio! Finalmente arriviamo all’abbazia, è molto bella nella sua totale desolazione: c’è solo vento incessante… la perlustriamo un po’ e scattiamo qualche foto, tutto qui.
Ritorniamo al B&B, ci facciamo una doccia e poi andiamo a mangiare in un posto nuovo, il “The Sheebeen” dove mangiamo ancora dell’ottimo pesce e io mi bevo ben 2 pinte di Guinness aspettando che, come scritto sul cartello all’esterno, venga eseguita la “traditional music”. Aspettiamo fino alle dieci ma non compare nessuno, mi sa che il cartello era per far entrare i turisti illusi come me!
Quindi ce ne torniamo al B&B, che devo scrivere!
Nota di Cinzia: è come nel libro di McCarthy… la musica… illusioni da turisti… questi fanno sicuramente il karaoke con le canzoni degli Abba!

Irlanda

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