Viaggio in Irlanda, luglio 2001 – giorno 7

Giorno sette

Doolin 21/07/01 – by Mauri
Anche oggi la giornata inizia con la pioggia, sicuramente non andremo alle Aran!
Partiamo quindi alla volta di Ennis, cittadina a circa 30 chilometri da Doolin dove, tra l’altro, si trova una abbazia Francescana. Anche Ennis si rivela un luogo carino e accogliente: i negozi di artigianato, musica e quant’altro abbondano.
Finalmente mi compro la tanto desiderata polo della Guinness e un meraviglioso paio di calzini verdi con pecore stampate sopra. Dopo aver saziato i nostri desideri consumistici, visitiamo l’abbazia che, ovviamente è in completa rovina. Non si trova però, come tante altre in zone desolate ma, al contrario, è a pochi passi dal centro. Con l’ausilio della piccola e sgualcita guida in italiano “prestataci” dalla gentile cassiera, studiamo la storia dell’abbazia.
Ripartiamo alla volta di Doolin, dobbiamo andare alle Cliff of Moher, qualunque tempo ci sia.

Irlanda

Irlanda


Le Cliff of Moher sono scogliere a picco sul mare, alte più di 200 metri e perennemente sferzate dal vento dell’atlantico. Purtroppo, data l’ora pomeridiana e il tempo discreto, c’è un bel casino di gente.
L’imprudenza della gente e l’oggettiva pericolosità del luogo, hanno costretto le autorità a istituire un controllo all’ingresso del parcheggio. Quando arrivi con la macchina ti fanno scrivere su un foglio di quante persone è composto il gruppo e quando esci dal parcheggio lo devi riconsegnare… alla fine della giornata, quando il parcheggio chiude fanno un po’ di conti: se non tornano ci sarà qualcuno da andare a cercare.
Questo è dovuto anche al fatto che il sentiero attrezzato dal quale, teoricamente, non dovresti uscire, viene abbandonato da moltissime persone che non riescono a resistere al fascino e all’ebrezza di raggiungere il più possibile il bordo della scogliera. Fare questo, anche a causa del forte vento, è molto pericoloso ma, il sentiero attrezzato è pieno di folla schiamazzante e le sensazioni forti si raggiungono solo nelle zone più solitare, dove puoi sentire lo stridio melanconico degli uccelli che nidificano sulla scogliera.
Lungo il sentiero “ufficiale” ci sono banchetti dove vendono gioielli in stile celtico o maglioni delle Aran; c’è anche un tizio che suona l’arpa, sembra un bardo, è molto bravo anche se a volte le raffiche si portano via anche le sue note. È un posto incredibile, a poche centinaia di metri c’è il paesaggio bucolico della campagna irlandese, qui roccia e mare combattono da millenni la loro interminabile battaglia. Voglio imprimermi nella mente questo posto e le sue sensazioni, so che saranno la medicina da prendere quando tornerò al solito tran tran.
Torniamo a Doolin per fare una passeggiata ma abbiamo un piccolo incidente con la macchina: una “furba” apre una portiera di colpo alla mia sinistra proprio quando dalla parte opposta sta arrivando un pulmann enorme che, ovviamente, si guarda bene dal rallentare. Risultato: rottura dello specchietto retrovisore sinistro! Io mi fermo poco più in là ma la “furba” sparisce come un siluro. Vabbè, pazienza. Noi rimaniamo lì basiti, dato che si è rotto solamente lo specchio pensiamo magari di sostituirlo ma nei dintorni è impossibile trovarne. Lasciamo perdere, tanto, visto che ho fatto la “Full Assurance”, non penso che me lo faranno pagare.
Alla fine di queste traversie, dato che abbiamo trovato un internet point in un ostello, andiamo a chiedere. Entro e mi accoglie un tizio che sta giocando a scacchi: è pieno di tatuaggi e collanine e calza due orecchie finte alla Spock! Gli chiedo se è possibile collegarsi in rete. Lui mi fa vedere tutto ed infilati in una specie di cabina telefonica controlliamo la posta e leggiamo dei casini successi nella nostra città a causa del G8, va anche veloce e per mezz’ora paghiamo 3 punt, il tipo poi è un capo. Le orecchie però, mi ricorda mia moglie, più esperta di me in queste faccende, sono da elfo… ups!. È ora di cenare e visto che è a pochi passi torniamo al McGann e addirittura ci sediamo nello stesso tavolo del giorno prima.

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